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Fermo Amministrativo Auto Equitalia Novità 2016

Diverse sono le novità introdotte nel 2016 per quanto riguarda il fermo amministrativo dell’auto. Prima di capire nel dettaglio che cosa è cambiato rispetto agli anni precedenti, è bene far luce sul concetto di fermo amministrativo auto e su tutto quello che questo procedimento comporta. Prima di tutto bisogna dire che ad avviare le pratiche burocratiche per il fermo amministrativo sono Equitalia ed il resto delle agenzie per la riscossione dei debiti presenti sul territorio nazionale. La condizione per cui si rischia di vedere il proprio veicolo sottoposto alla procedura di blocco è quindi il mancato pagamento di una bolletta, di una multa ricevuta su strada o di tassa qualsiasi di importo superiore ai 50 euro. Quello che è importante sapere è non è esiste un rapporto proporzionale diretto tra valore dell’auto e fermo amministrativo, per cui anche il mancato pagamento di una somma esigua può portare al blocco di uno o più veicoli posseduti. A seconda dell’ammontare del debito sono previste però delle varianti circa la procedura di avanzamento del fermo. Nel caso in cui sia dovuto il pagamento di una somma compresa tra i 50 e 500 euro, l’emissione della cartella esattoriale deve essere accompagnata dall’invio di sollecito di pagamento e di un preavviso di fermo, senza i quali è possibile impugnare la decisione dell’agenzia di riscossione dei debiti ed annullare il blocco amministrativo auto. Il sollecito di pagamento non è previsto invece nei casi in cui il debito superi gli 800 euro. Al di sopra dei 2000 euro inoltre è importante ricordare che i veicoli sottoposti a procedura di fermo possono essere più di uno.

Fermo amministrativo auto 2016: che cosa dice la normativa

Al di là del diverso iter burocratico che può essere seguito dal fermo amministrativo di Equitalia, il risultato rimane lo stesso e comporta essenzialmente il divieto per il veicolo di circolare su strada. Ad essere vietati in caso di auto con fermo amministrativo in vigore sono anche l’esportazione, la demolizione e la radiazione dal Pubblico Registro Automobilistico, ovvero dal cosiddetto PRA. Rottamare un’auto con fermo amministrativo non è pertanto possibile in base alla normativa vigente. Il mancato rispetto di tali provvedimenti comporta non solo il ritiro auto con fermo amministrativo, ma anche il pagamento di una sanzione amministrativa che può avere un valore compreso tra 1988 e 7953 euro. La vendita di auto con fermo amministrativo in atto merita invece un capitolo a parte. Secondo la normativa presente nel nostro Paese, infatti, è lecito vendere un’auto con fermo amministrativo in corso, fermo restando la permanenza dei divieti anche per il nuovo proprietario del veicolo, fino al definitivo pagamento del debito. Diventa per questo importante da parte di un potenziale acquirente accertarsi della presenza o meno di un blocco amministrativo a carico del veicolo che si intende comprare. La procedura per fare questo tipo di verifica è facile quanto veloce. E’ sufficiente, infatti, richiedere la visura della targa presso il PRA o rivolgersi all’Aci. In entrambi i casi si può avere un’importante conferma prima di procedere alle fasi conclusive di acquisto di auto con fermo amministrativo ancora in corso. Il costo della pratica, che può essere eseguita anche online, si aggira intorno ai 6 euro complessivi. Un’altra cosa da sapere prima di decidere se acquistare o vendere un’auto con fermo amministrativo è che il bollo non va pagato per tutto il periodo in cui sussiste il procedimento di blocco. Se l’auto è custodita in un garage o box privato è possibile evitare di pagare anche l’assicurazione, consigliabile se invece il veicolo è parcheggiato in strada.

Auto in fermo amministrativo: le novità del 2016

Le novità più importanti per il fermo amministrativo auto del 2016 riguardano la rateizzazione. Rimane in vigore, infatti, il provvedimento introdotto a partire dal 22 ottobre 2015 nell’ambito del Decreto sulla Delega Fiscale. In base a questo provvedimento la richiesta e l’avvio della rateizzazione per il pagamento del debito non comporta lo sblocco del veicolo. In altre parole, se in passato il pagamento della prima rata coincideva con la revoca del fermo amministrativo auto da parte di Equitalia, oggi questo non è più consentito dalla legge. Lo sblocco del veicolo e la conseguente possibilità di circolare liberamente su strada si ottiene solo al momento del versamento dell’ultima rata dovuta all’ente di riscossione delle entrate. Esiste un unico caso in cui è contemplata la richiesta dello sblocco da parte del debitore. Perché sussistano le condizioni per usufruire di questa eventualità, è necessario dimostrare che il veicolo sottoposto a blocco amministrativo sia indispensabile per la pratica lavorativa del debitore.