Acquistiamo Auto e Moto con Fermo Amministrativo
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Fermo Auto Legittimo Anche Sulle Auto Aziendali

Il fermo amministrativo sulle auto aziendali è una procedura ammessa per legge e può verificarsi qualora l’impresa sia in debito Iva. In tal caso, purtroppo, non sussistono i limiti imposti dalla legge sul pignoramento dei beni funzionali all’esercizio dell’attività, così come ha ribadito recentemente la Corte di Cassazione con la disposizione n° 3174 del 9 febbraio 2018. Auto aziendali: fermo amministrativo anche per loro! Questo recente intervento della Cassazione si riferisce a una vicenda che aveva visto coinvolto un imprenditore al quale erano state notificate da parte di Equitalia delle cartelle di pagamento Irap e Iva. Questo debito si è presto trasformato in un fermo amministrativo delle auto aziendali e a nulla è valso il ricorso del manager che si era appellato alle leggi a tutela del pignoramento dei beni strumentali all’azienda. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che tali norme non si possono applicare al pignoramento delle auto aziendali. Pertanto, è bene ricordarsi che il fermo amministrativo può scattare anche sulle auto funzionali all’esercizio dell’attività lavorativa e non ci sono ricorsi che tengano. Cosa puoi fare allora se la tua auto aziendale è stata posta a fermo amministrativo? Auto aziendali in fermo amministrativo? Meglio venderle Come abbiamo appena visto, secondo l’ordinanza della Cassazione n°3174 del 9 febbraio 2018, il fermo amministrativo non perdona proprio nessuno, neanche le auto aziendali e, sebbene Equitalia sia morta e sepolta in compenso ha lasciato le cartelle esattoriali insolute in eredità all’Agenzia delle Entrate Riscossioni. Cosa devi fare allora con la tua macchina aziendale in fermo? Pagare tutto l’importo del tuo debito o passare questa patata bollente a qualcun altro? Ovviamente la... leggi tutto

Assicurazione Auto e Fermo Amministrativo

Come ben noto, il fermo amministrativo è un provvedimento attraverso il quale – a causa di crediti insoluti nei confronti dello Stato o per negligenze stradali – viene limitato l’uso di veicoli. Ovviamente questa situazione è piuttosto spiacevole e arreca numerosi disagi al guidatore, sia dal punto di vista pratico (perché vige il divieto assoluto di circolazione del mezzo) che economico. In merito a quest’ultimo punto, molti cittadini si domandano come bisogna comportarsi con l’assicurazione auto in caso di fermo. E’ necessario pagarla comunque oppure si è sollevati da quest’onere visto inutilizzabilità del vicolo? Fermo amministrativo e assicurazione auto: come comportarsi? Se la vostra vettura è stata sottoposta a fermo amministrativo, le compagnie assicurative non sono tenute in alcun modo a verificare se sull’automobile sussistono particolari provvedimenti di questa natura. Ciò significa, quindi, che procederanno comunque alla stipula del contratto. Come riportato nella maggior parte dei contratti, infatti, il compito di dichiarare che il mezzo è idoneo alla guida è di competenza dell’assicurato. Attenzione, quindi, perché se dovesse verificarsi un incidente, la vostra assicurazione non risarcirà il danno, proprio perché l’auto non ha l’autorizzazione a circolare. Per di più, la violazione delle limitazioni cui è soggetta la vostra vettura potrebbe avere gravi ripercussioni sull’RCA. In conclusione, se anche voi come tanti altri italiani siete incappati nel temuto fermo amministrativo auto, potete risolvere il problema in diversi modi: facendo ricorso al giudice tributario, provvedere al pagamento della multa con la conseguente cancellazione del fermo oppure decidere di vendere auto fermo amministrativo. In linee generali, il provvedimento di ricorso è ammesso al giudice tributario se la morosità dipende da tasse o... leggi tutto

Il Fermo Amministrativo Auto di Agenzia Entrate Riscossione

Dopo l’inaspettata chiusura di Equitalia è passato tutto nelle mani dell’Agenzia delle Entrate che, per prendere le incombenze dall’Erario, si è trasformata in Agenzia delle Entrate e Riscossione. Badate bene quindi: il ko di Equitalia non ha cancellato le sanzioni a carico del cittadino ma le ha solamente trasferite all’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Invero, i procedimenti in corso e tutte le iscrizioni a ruolo non sono spariti nel nulla: a gestirli ci pensa l’ente pubblico che ha dei poteri persino superiori al suo predecessore! Veniamo subito al centro del nostro articolo e cerchiamo di capire, dunque, come dobbiamo comportarci adesso in caso di fermo amministrativo del veicolo. Cosa succede ora: cambiano le regole, le disposizioni normative restano le stesse o il fermo auto Agenzia Entrate Riscossione è più severo? Fermo amministrativo Agenzia Entrate Riscossione: niente “grazia” per i contribuenti morosi Il colpo di coda della morente Equitalia in questi ultimi mesi è stato quello di recapitare una miriade di pignoramenti e cartelle in tutta Italia, creando vere e proprie scene di panico tra la gente, provocate dalla chiusura degli uffici dell’Ente. Tutti i comitati di difesa del cittadino – com’era ovvio – si sono scagliati contro questa “finta abolizione” che, anziché rendere le cose più facili ai contribuenti, ha creato solo scompiglio. Adesso, infatti, sarà necessario pagare il 70% dell’importo complessivo in solo 3 o al massimo in 5 rate mensili, entro la fine del corrente anno e la somma restante entro il 2018, previa espressa richiesta entro e non oltre il 31 marzo 2018. Data questa situazione, molti cittadini si sono trovati nella condizione di non sapere più a chi rivolgersi per uscire dai propri... leggi tutto

Come cancellare il fermo amministrativo di auto e moto

Il fermo amministrativo è una misura adottata da Equitalia su veicolo del cittadino che si trova in debito nei confronti dell’erario, nonostante abbia ricevuto la notifica della cartella esattoriale. Pertanto, qualora il contribuente non abbia provveduto a versare in tempo la somma prevista dalla cartella, scatterà in automatico il fermo amministrativo dell’auto, moto o altro veicolo. Il termine ultimo per il pagamento del debito è di 60 giorni, trascorsi i quali interverrà il tanto temuto fermo. La conseguenze del fermo amministrativo auto e moto Nel periodo del blocco del mezzo, al conducente è severamente vietato circolare con lo stesso o lasciarlo in una zona di passaggio pubblico. Ad ogni modo, prima della notifica del fermo, il cittadino moroso deve comunque ricevere una lettera di preavviso in cui lo si avverte della misura coercitiva a suo carico. Solo dopo questa comunicazione, e se entro 30 giorni non si provvede al pagamento del debito, il fermo dell’auto verrà iscritto al PRA e diventerà esecutivo. E’ importante sapere tuttavia che Equitalia non è tenuta a comunicare l’avvenuta iscrizione del fermo. Fino al sanamento del debito, inoltre, la vettura non potrà essere radiata dal PRA (e di conseguenza né esportata o demolita) e non potrà in alcun modo circolare (pena la sanzione). Ma non finisce qui: se il contribuente non paga la sanzione, potrà essere disposta anche la vendita del mezzo. Questa situazione è meno infrequente di ciò che si possa immaginare e, com’è facilmente intuibile, sono numerosi i disagi procurati al malcapitato debitore. Naturalmente esiste un modo per risolvere il problema e ciò è possibile attraverso un procedimento chiamato cancellazione del fermo... leggi tutto

Novità 2016 sospensione fermo amministrativo Equitalia

Il fermo amministrativo Equitalia sull’auto del cittadino moroso, può essere interrotto nel caso in cui il debitore chieda di saldare la sanzione attraverso la rateizzazione del debito, pagando la somma relativa alla prima rata. Ciò significa che il veicolo, anche se non è indispensabile ai fini lavorativi, può essere svincolato e utilizzabile sino al saldo finale. Al pagamento dell’ultima rata prevista dal piano di dilazione, il blocco amministrativo dell’auto verrà cancellato definitivamente dai pubblici registri, così come confermato dalla recente circolare emessa da Equitalia. Il Decreto legislativo n. 159/2015: le “punizioni” del debitore Secondo quanto stabilito dal precedente decreto legislativo, entrato in vigore il 22 ottobre 2015, nonostante la concessione della rateizzazione del debito e il pagamento delle rate, il cittadino moroso non poteva utilizzare il proprio veicolo fino al saldo completo di quanto dovuto a Equitalia. In tal modo, se non fossero intervenute le modifiche attuali, l’auto in fermo amministrativo avrebbe corso il rischio di restare bloccata fino a 6 anni (questo il limite massimo previsto dalle rateazioni), durante i quali il suo proprietario sarebbe rimasto a piedi, pur pagando regolarmente il proprio debito. La procedura da seguire per ottenere la sospensione del fermo amministrativo auto In primo luogo, è importante precisare che questo meccanismo non cancellerà il fermo (che rimarrà pendente fino al saldo del debito) ma lo sospenderà, permettendo al contribuente di tornare a circolare con la propria auto. In questo modo, il cittadino che abbia ottenuto il benestare da Equitalia alla rateazione della somma dovuta, dopo il pagamento della prima rata, potrà richiedere tramite apposita istanza la sospensione del fermo amministrativo, previo consenso formale rilasciato... leggi tutto

Fermo Amministrativo Auto Equitalia Novità 2016

Diverse sono le novità introdotte nel 2016 per quanto riguarda il fermo amministrativo dell’auto. Prima di capire nel dettaglio che cosa è cambiato rispetto agli anni precedenti, è bene far luce sul concetto di fermo amministrativo auto e su tutto quello che questo procedimento comporta. Prima di tutto bisogna dire che ad avviare le pratiche burocratiche per il fermo amministrativo sono Equitalia ed il resto delle agenzie per la riscossione dei debiti presenti sul territorio nazionale. La condizione per cui si rischia di vedere il proprio veicolo sottoposto alla procedura di blocco è quindi il mancato pagamento di una bolletta, di una multa ricevuta su strada o di tassa qualsiasi di importo superiore ai 50 euro. Quello che è importante sapere è non è esiste un rapporto proporzionale diretto tra valore dell’auto e fermo amministrativo, per cui anche il mancato pagamento di una somma esigua può portare al blocco di uno o più veicoli posseduti. A seconda dell’ammontare del debito sono previste però delle varianti circa la procedura di avanzamento del fermo. Nel caso in cui sia dovuto il pagamento di una somma compresa tra i 50 e 500 euro, l’emissione della cartella esattoriale deve essere accompagnata dall’invio di sollecito di pagamento e di un preavviso di fermo, senza i quali è possibile impugnare la decisione dell’agenzia di riscossione dei debiti ed annullare il blocco amministrativo auto. Il sollecito di pagamento non è previsto invece nei casi in cui il debito superi gli 800 euro. Al di sopra dei 2000 euro inoltre è importante ricordare che i veicoli sottoposti a procedura di fermo possono essere più di uno. Fermo... leggi tutto

ACI : Fermo amministrativo per mancato pagamento della cartella esattoriale

Il fermo amministrativo è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.), tramite i concessionari della riscossione, “bloccano” un bene mobile del debitore iscritto in pubblici registri (ad esempio autoveicoli)  o dei coobbligati, al fine di riscuotere i crediti non pagati che possono riferirsi a tributi o tasse (può trattarsi di un credito di varia natura, ad esempio, un mancato pagamento IVA, IRPEF, Bollo auto, ICI, ecc.) oppure a multe relative ad infrazioni al Codice della Strada.   Iscrizione e conseguenze del fermo amministrativo In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nei termini di legge, il concessionario della riscossione può disporre il fermo dei veicoli intestati al debitore, tramite iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA). A seguito dell’iscrizione del fermo la disponibilità del veicolo è limitata fino a quando il debitore non saldi il proprio debito e provveda a cancellarne l’iscrizione dal PRA. Il veicolo, infatti: non può circolare: se circola è prevista la sanzione; non può essere radiato dal PRA: non può essere demolito od esportato; anche se viene venduto, con atto di data certa successiva all’iscrizione del fermo, non può circolare e non può essere radiato dal PRA. Inoltre, se il debitore non paga, il concessionario della riscossione potrà agire forzatamente per la vendita del veicolo.   Cancellazione del fermo amministrativo Per la cancellazione del fermo occorre presentare a un qualsiasi ufficio provinciale del Pubblico Registro Automobilistico (PRA): il provvedimento di revoca in originale (rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito per il quale il fermo è stato iscritto) contenente... leggi tutto

Fermo amministrativo e credito vantato

Per disporre di un fermo amministrativo il debito deve superare i 50 euro. Se il debito è compreso: tra 50 euro e 500 euro: vengono emesse la cartella esattoriale e il sollecito di pagamento a cui segue il preavviso di fermo (può fermarsi un solo veicolo); tra 500 euro e 2.000 euro: viene emesso il preavviso di fermo e nessun sollecito di pagamento (può fermarsi un solo veicolo); tra 2.000 euro e 10.000 euro: viene emesso il preavviso di fermo e nessun sollecito di pagamento (possono fermarsi al massimo 10 veicoli). Nel 2013 il Governo ha ratificato una norma che impedisce a Equitalia l’iscrizione di ipoteche sulla casa per debiti inferiori a 120.000 euro. Nel caso di assenza di beni immobili intestati al debitore, si dispone il fermo dell’intero parco macchine del debitore e dei... leggi tutto