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Novità 2016 sospensione fermo amministrativo Equitalia

Il fermo amministrativo Equitalia sull’auto del cittadino moroso, può essere interrotto nel caso in cui il debitore chieda di saldare la sanzione attraverso la rateizzazione del debito, pagando la somma relativa alla prima rata. Ciò significa che il veicolo, anche se non è indispensabile ai fini lavorativi, può essere svincolato e utilizzabile sino al saldo finale. Al pagamento dell’ultima rata prevista dal piano di dilazione, il blocco amministrativo dell’auto verrà cancellato definitivamente dai pubblici registri, così come confermato dalla recente circolare emessa da Equitalia.

Il Decreto legislativo n. 159/2015: le “punizioni” del debitore

Secondo quanto stabilito dal precedente decreto legislativo, entrato in vigore il 22 ottobre 2015, nonostante la concessione della rateizzazione del debito e il pagamento delle rate, il cittadino moroso non poteva utilizzare il proprio veicolo fino al saldo completo di quanto dovuto a Equitalia.
In tal modo, se non fossero intervenute le modifiche attuali, l’auto in fermo amministrativo avrebbe corso il rischio di restare bloccata fino a 6 anni (questo il limite massimo previsto dalle rateazioni), durante i quali il suo proprietario sarebbe rimasto a piedi, pur pagando regolarmente il proprio debito.

La procedura da seguire per ottenere la sospensione del fermo amministrativo auto

In primo luogo, è importante precisare che questo meccanismo non cancellerà il fermo (che rimarrà pendente fino al saldo del debito) ma lo sospenderà, permettendo al contribuente di tornare a circolare con la propria auto. In questo modo, il cittadino che abbia ottenuto il benestare da Equitalia alla rateazione della somma dovuta, dopo il pagamento della prima rata, potrà richiedere tramite apposita istanza la sospensione del fermo amministrativo, previo consenso formale rilasciato dall’agente. La domanda, inoltre, potrà essere trasmessa solo dopo l’avvenuto pagamento della prima rata prevista dal piano di dilazione.

Il fac-simile per lo sblocco

Per semplificare la vita dei contribuenti, è stato diffuso un fac-simile di domanda da utilizzare come modello per richiedere la rateazione del fermo amministrativo di Equitalia. Nella richiesta, oltre ai propri dati anagrafici, il cittadino è tenuto a specificare le informazioni dell’autovettura di sua proprietà di cui si domanda lo sblocco, allegando una fotocopia leggibile della ricevuta di versamento della prima rata.

I criteri di Equitalia per lo sblocco del fermo amministrativo auto

Ricevuta la domanda di sbocco, Equitalia provvederà alla verifica di tre requisiti fondamentali:
– che la rateazione sia stata realmente concessa a partire dal 22 ottobre 2015 e non sia scaduta;
– che la rateazione abbia per oggetto tutte le cartelle (nessuna esclusa) per le quali si è stabilito il fermo. Per questo motivo, se il cittadino ha inoltrato la domanda di rateazione solo per alcune cartelle, non potrà comunque circolare;
– che la rata iniziale del piano sia stata pagata integralmente.
Se questi criteri sono soddisfatti, Equitalia acconsentirà alla sospensione del fermo amministrativo dell’auto.
L’iter burocratico, tuttavia, prosegue: entro i 60 giorni successivi al rilascio del benestare da parte di Equitalia, il contribuente stesso dovrà recarsi di persona al PRA per presentare il documento approvato dall’Ente in cui si stabilisce la sospensione del fermo.

E se il contribuente non rispetta la rateazione?

Ovviamente Equitalia ha provveduto a mettersi al riparo anche da questa eventualità. Non di rado, infatti, il contribuente moroso, ottenuta la dilazione dei pagamenti, provvedeva al pagamento delle rate iniziali solo per sbloccare il veicolo, così da poter rivendere o rottamare auto fermo amministrativo. Per aggirare tale comportamento fraudolento, Equitalia prevede la revoca della sospensione e la riattivazione in automatico del fermo, in caso di mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive.

Vendita auto fermo amministrativo

Al contrario di ciò che si possa pensare, l’acquisto auto fermo amministrativo è una pratica ammessa dalla legge e anche il PRA è tenuto alla trascrizione dell’atto di vendita a patto che questo sia accompagnato da tutta la documentazione necessaria. Pertanto è possibile vendere un’auto in fermo amministrativo purché il compratore sia a conoscenza della morosità pendente sul veicolo. Il venditore, pertanto, è tenuto a informare l’acquirente che l’auto in questione non può circolare perché su di essa grava il fermo amministrativo. Pattuito il contratto di compravendita del veicolo, il ritiro auto fermo amministrativo deve avvenire attraverso l’ausilio di mezzi idonei (carrattrezzi). Nel caso in cui, il mezzo abbia ottenuto lo sblocco del fermo da parte di Equitalia, in questo caso potrà circolare liberamente ma non esportato, almeno sino a quando non verrà salato integralmente il debito contratto con l’Ente.