Fermo Auto Amministrativo

Sospensione del fermo amministrativo, è possibile?

La cosa principale che il contribuente può fare per sospendere il fermo amministrativo fatto sulla sua macchina dalla vecchia Equitalia è di rateizzare il debito che ha permesso l’iscrizione al Pra del fermo amministrativo.

La rateazione può essere fatta presso le sedi della vecchia Equitalia, e deve riguardare le cartelle esattoriali che formano la motivazione del fermo amministrativo.

La sospensione del fermo amministrativo può essere richiesta senza prenotare un appuntamento, presentandosi allo sportello del PRA negli orari di apertura al pubblico presenti sul sito PRA.

Se l’agente della riscossione accoglie la richiesta di rateizzazione delle somme, il fermo amministrativo non è cancellato fino al momento dell’integrale pagamento del debito.

A partire dal pagamento della prima rata l’Agenzia Entrate-Riscossione rilascia all’interessato una lettera di consenso all’annotazione al PRA della sospensione del fermo amministrativo.

I provvedimenti di sospensione rilasciati dall’Agenzia Entrate-Riscossione prevedono espressamente un termine di 60 giorni per richiedere la relativa annotazione al PRA.

Il termine ha carattere perentorio

Se il termine è scaduto, per poter annotare al PRA la sospensione del fermo amministrativo è necessario richiedere il rilascio di un nuovo provvedimento di sospensione.

Il provvedimento di sospensione del fermo amministrativo può essere rilasciato dall’Agenzia Entrate-Riscossione anche in formato elettronico, con successiva stampa a cura del contribuente.

Se gli importi rateizzati non sono versati, l’Agente della riscossione revoca d’ufficio la sospensione del fermo amministrativo.

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Ganasce fiscali Equitalia

In caso di debiti Equitalia, l’opzione di pagamento a rate delle cartelle esattoriali non cancella fermi ed ipoteche già in essere.

Tuttavia, la richiesta di un piano di rateazione consente la sospensione delle ganasce fiscali come ad esempio il blocco auto o veicolo o moto: a consentirlo è la circolare 105/2016 dell’agente della riscossione, operativa dal 15 febbraio 2016 ed applicabile ai contribuenti che accedono a un piano di dilazione e che hanno versato la prima rata.

Il tutto, grazie ad un accordo con il PRA, che permette la circolazione del veicolo.

E’ bene ricordare che, nonostante l’accoglimento dell’istanza di pagamento a rate, le ganasce in essere non vengono eliminate ma soltanto sospese, rimanendo attive fino al fino al pagamento dell’ultima rata (circolare 98/2015), così come disposto dal decreto legislativo n. 159/2015 di riforma della riscossione esattoriale.

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Si può vendere l’auto prima del fermo e dopo il preavviso?

Come evitare il fermo amministrativo dell’auto? Questo articolo vuole spiegare, informare ed indicarvi soluzioni legali idonee a contrastare lo strapotere della EX-Equitalia oggi Agenzia delle Entrate e Riscossioni.

Ecco quello che potrebbe capitarvi:
Il Sig. Rossi riceve un preavviso di fermo amministrativo sull’auto da parte di Agenzia Entrate Riscossione. Sapendo che solo se l’auto risulta a lui intestata potrà essere sottoposta al blocco, pensa di intestarla alla moglie. Per non fare le cose troppo “sporche” evita la donazione e simula una vendita, stabilendo un corrispettivo minimo che, successivamente, si fa bonificare dal conto della donna sul proprio. È valido un comportamento di questo tipo per evitare le ganasce fiscali? Si può vendere l’auto prima del fermo e dopo il preavviso? E’ possibile ed è legale ?

L’intestazione fittizia del mezzo è certamente un sistema che può servire, in astratto, per evitare il fermo auto. Inoltre, la legge che impone di annotare sul libretto di circolazione ogni uso continuativo dell’auto altrui, che si protrae per almeno 30 giorni di seguito, non vale tra familiari conviventi e, quindi, anche tra coniugi; pertanto ben potrebbe il marito continuare a circolare con l’auto formalmente intestata alla moglie . Tuttavia, perché la cessione dell’auto, volta ad evitare il fermo, sia valida è necessario che avvenga prima della notifica del preavviso di fermo. Dopo questo atto, infatti, l’intestazione risulta chiaramente in frode alla legge, eseguita cioè per eludere la misura cautelare; pertanto può essere revocata. Difatti – riconosce la Cassazione – si presume che marito e moglie o i due conviventi, legati perciò da un vincolo sentimentale di convivenza, comunichino tra loro circostanze che riguardano la vita in comune. Per cui, l’acquirente dell’auto ben è a conoscenza della situazione di incombente fermo amministrativo; non si può escludere la sua ignoranza sul fatto. Ed è proprio questa consapevolezza che consente la revoca della vendita.

Le cose sono ancora più semplici in caso di donazione dell’auto: in tal caso, infatti, il creditore (Agenzia Entrate Riscossione) non deve dimostrare la consapevolezza del terzo relativamente al debito del donante; così può revocare l’atto di cessione senza dover fornire troppe dimostrazioni.

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Come verificare se c’è un fermo amministrativo Equitalia sull’auto

Come verificare se c’è un fermo amministrativo Equitalia sull’auto

Per verificare se c’è un fermo amministrativo sull’auto si può fare richiesta all’ACI per una visura di una targa.

Il costo della pratica è di 6 euro, e può essere richiesta online o presso sedi ACI o agenzie di pratiche auto.

Per cui se state per comperare un’auto di seconda mano, prima dell’acquisto assicuratevi attraverso la visura della targa che non sia sottoposta a fermo.

Per il bollo, fino a quando il veicolo è sottoposto a fermo, non sarà possibile pagarlo, vi conviene pertanto dichiarare la perdita del possesso del veicolo, seguendo le regole regionali per la riscossione del bollo auto.

Per quanto riguarda l’assicurazione, invece, se il veicolo è parcheggiato in un box privato, questa può anche non essere pagata. Se invece il veicolo è parcheggiato in strada, in caso di sinistro, se l’assicurazione non è stata pagata, non sarà possibile avere il rimborso.

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