Difendersi dal fermo amministrativo dell’auto

Una vecchia multa da Codice della Strada non pagata o una tassa sull’immondizia non versata si possono trasformare in ganasce fiscali ai danni dell’auto. Il meccanismo è infatti molto semplice: tutto parte da un gestore della strada, di solito un Comune (attorno a 1,7 miliardi di euro di verbali l’anno incassati da questi enti locali, vedi qui), che fa pervenire all’automobilista una contravvenzione. Se questa non viene pagata entro 60 giorni, l’amministrazione si rivolge all’ente riscossore: fino a ieri Equitalia, da luglio 2017 a riscuotere le multe ci pensa l’Agenzia delle Entrate – Riscossione – che invia una cartella esattoriale al cittadino: include il doppio della sanzione originaria, più varie ammende e interessi di mora. Se l’automobilista non paga, vengono minacciate misure coercitive, fra cui il fermo amministrativo della vettura: le ganasce fiscali. Provvedimento contro il quale, a determinate condizioni, ci si può opporre.

1. Come spiega l’ACI, il fermo amministrativo è stato iscritto per errore, perché basato su una somma non dovuta dal contribuente, il concessionario della riscossione provvede a richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell’iscrizione delle ganasce fiscali. In questo caso, è filato tutto liscio: c’è stato il grave errore iniziale della pubblica amministrazione, ma poi il cittadino è riuscito a dimostrare che il fermo era ingiustificato, e la pratica si chiude in modo positivo. La vettura, libera da vincoli, torna a circolare. Se invece il riscossore non elimina le ganasce, non resta che il punto tre.

2. l’opposizione. I motivi per opporsi alle ganasce fiscali sono essenzialmente due. In particolare, nessuna multa potrebbe mai essere stata inviata in modo corretto a casa del proprietario dell’auto. La “partita” si gioca sul filo dei giorni: si rammenti che il verbale deve arrivare a casa del proprietario della vettura entro 90 giorni dall’accertamento della violazione. In alternativa, si tenga presente che le ganasce fiscali senza preavviso sono nulle, e se non c’è stata quella notifica il fermo non vale. In entrambi i casi, la tesi prevalente è che ci si debba rivolgere al Giudice di Pace competente per il luogo dove si risiede: dovrà essere il Comune a dimostrare che la notifica della multa è avvenuta secondo la legge, o il riscossore a provare che il preavviso di fermo c’è stato.

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Auto sottoposta a fermo: è possibile la rottamazione?

Un veicolo sottoposto a fermo non può, in generale, essere radiato dal Pra: tale è stato il chiarimento fornito dal ministero benché tuttavia non esista alcun divieto del genere tra le conseguenze delle ganasce fiscali, conseguenze stabilite dall’articolo 5 del decreto 503/98 emanato dall’allora ministero delle Finanze. La norma sancisce solo il divieto di circolazione e l’inopponibilità all’esattore di eventuali atti di cessione (vendite o donazioni).

In verità è possibile però radiare un’auto solo quando abbia subito danni ingenti o sia distrutto (ad esempio a causa di incidenti stradali). E ciò in ragione del fatto che il mezzo non potrebbe mai costituire una garanzia per l’Agente della Riscossione ed essere sottoposto a pignoramento. Come infatti abbiamo detto in apertura, sebbene fermo e pignoramento siano due misure autonome e differenti, la prima è rivolta a rendere efficace il secondo (anche se poi, nella prassi, essa è più che sufficiente a costringere il debitore a pagare).

Se dunque il valore commerciale dell’auto è ridotto a zero è possibile presentare al PRA una richiesta di radiazione per demolizione di un veicolo gravato da un fermo purché sia allegato un certificato di rottamazione. La concessione dell’autorizzazione è comunque a discrezione dell’amministrazione.

Fuori da questo caso, per demolire e radiare un’auto sottoposta al fermo non c’è altro mezzo che pagare tutto il debito.

Nella prassi avviene spesso che il PRA accetti anche di trascrivere le radiazioni per esportazione che creano qualche problema alla Pubblica amministrazione creditrice del proprietario del veicolo: mentre la rottamazione di solito riguarda mezzi in cattive condizioni e quindi poco appetibili per qualsiasi creditore, l’esportazione all’estero (magari anche fittizia) potrebbe essere una scappatoia per evitare il fermo, visto che per il riscossore sarà poi difficile agire all’estero.

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